Halloween, Tempo di Oracoli

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Halloween, Tempo di Oracoli

Category : Attualità

halloweenSecondo James Frazer, antropologo e storico delle religioni morto nel 1941 e dal  cui imponente lavoro svolto quasi sempre sul campo  intere generazioni di studiosi hanno attinto a piene mani,  gli antichi Celti consideravano Samhain (l’attuale Ognissanti) come il primo giorno dell’anno.  Nell’isola di Man (Inghilterra) fino agli anni trenta il primo novembre era festeggiato come Capodanno: in questa fortezza dove la lingua e la civiltà celtica hanno resistito più a lungo contro l’invasione dei Sassoni, uomini mascherati giravano per le strade cantando  una canzone, “Hogmanay“, che diceva “Stanotte  è il primo dell’anno, Hogunnaa!”.

Non solo fra i Celti ma in tutta Europa Ognissanti, la notte che segna il passaggio dall’autunno all’inverno, era anticamente il tempo dell’anno in cui le anime dei morti tornavano alle loro case per riscaldarsi al fuoco e ristorarsi con le vivande cucinate in loro onore dai parenti.

E quale momento poteva essere migliore per sbirciare il futuro della notte in cui si alzava il  velo tra il mondo terreno e il regno dei morti?

Nei paesi di origine celtica i contadini erano soliti mangiare quella che in Irlanda viene chiamata “bairin breac” e cambiava nome nelle varie regioni dell’Europa centro settentrionale:  si trattava in ogni caso di una focaccia dolce i cui ingredienti  comprendevano  sempre mele, miele e uvetta – non dimentichiamo che in questo periodo dell’anno le dispense erano piene grazie agli ultimi raccolti.  All’impasto venivano aggiunti alcuni oggetti che servivano a prevedere il futuro: chi trovava nella sua fetta di focaccia un anello si sarebbe sposato nel giro di un anno; una monetina significava denaro in arrivo, un bottone dodici mesi di spensierata  vita da scapolo (il corrispettivo per le donne era il ditale), un pezzo di legno la perdita del lavoro, un dado lo spreco di molto denaro al gioco, una croce problemi di salute.

Per sapere se un matrimonio era destinato o meno al successo si scriveva su due noci la lettera iniziale del nome di due sposi e le si buttava poi sul fuoco. Se le noci bruciavano senza fare rumore, la vita famigliare sarebbe stata all’insegna dell’amore e dell’armonia; se invece bruciavano facendo rumore la relazione sarebbe stata poco felice.

Anche i fagioli servivano per capire come sarebbero andate le cose in campo sentimentale: le ragazze da marito incidevano su un fagiolo la loro iniziale e su un altro quella dell’oggetto del loro amore,  li scaldavano entrambi e li facevano poi cadere in un bicchiere pieno d’acqua. Se entrambi i fagioli cadevano, ci sarebbe stato un matrimonio felice. Se uno solo affondava, niente matrimonio. E se restavano tutti e due a galla ci sarebbe stata sì una relazione, ma molto turbolenta.

Nell’ottocento si chiedevano  lumi sul futuro che per molti contadini prevedeva l’immigrazione, a meno che non volessero rischiare di morire di fame per le periodiche carestie. Ecco spiegati i responsi di questo oracolo: una persona bendata viene portata davanti a un tavolo su cui ci sono quattro piatti, uno pieno d’acqua, uno con del sale, uno con un pizzico di terra e  l’ultimo con dentro un anello. Chi sceglie il piatto con l’acqua farà un lungo viaggio o emigrerà, chi sceglie il sale avrà molti soldi, chi la terra si ammalerà presto e chi preferirà il piatto con l’anello incontrerà l’amore della sua vita o si sposerà.


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