CAGLIOSTRO

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CAGLIOSTRO

Cagliostro e Balsamo

Pubblicato il 5 luglio 2011 da Valentina

Cagliostro e Balsamo una persona sola?

“Maiolo. Cagliostro chi era? Una ricca bibliografia, narra le vicende ammantate di mistero che a tutt’oggi non sono riuscite a districare la matassa della sua incredibile vita. Un vero rebus che ogni volta che se ne parla, s’infittisce, senza riuscire a far luce sulla vicenda dell’inafferrabile. La maggioranza degli studiosi asserisce che Giuseppe Balsamo e Alessandro Cagliostro erano la stessa persona. La testimonianza che più “sconvolge” e “coinvolge” è quella del signor Sincero Greppi: – Il vero Cagliostro non fu mai imprigionato a San Leo.
Io trovai il suo teschio alle falde del monte Maiolo, il 26 agosto del 1986, in una notte di luna piena. Cagliostro e Balsamo non sono la stessa persona. Cagliostro, aveva occhi azzurri e carnagione chiara. Le sue caratteristiche somatiche presentavano tratti particolari e che sono stati rilevati anche nel teschio che ho trovato nel posto indicatomi da Lui. Era nato a Medina in Arabia Saudita nel 1749. Giuseppe Balsamo invece era più giovane. Nacque a Palermo nel 1743, aveva la carnagione scura ed era poco bello.-
Dove sta la verità? Certo che la figura di Cagliostro, ha lasciato un’impronta profonda nell’immaginario collettivo, dividendo gli studiosi di tutto il mondo in due scuole di pensiero. La prima identifica Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro così: “Un avventuriero palermitano che tentò di fondare a Roma una loggia Massonica e che come risultato ottenne solo quello di venire condannato dall’Inquisizione ed essere rinchiuso nel Forte del Borgo di San Leo, sorvegliato giorno e notte, per il timore che potesse scatenare la sua malvagità e chiamare in aiuto le forze del male a causa degli strani poteri che aveva. La seconda, in coloro i quali identificano il Cagliostro nel divulgatore dell’esoterismo, che incantò le corti di mezza Europa,
influenzando il pensiero Illuminista. Il benefattore che donava oro a poveri e diseredati, che conosceva il segreto della Pietra Filosofale. Celebrato per la sua intuizione, esaltò il trascendente.
Oggi, c’è già chi sta rivalutando il rappresentativo personaggio, del resto l’unicità del fenomeno presentatosi in un periodo storico rilevante, indica chiaramente che qualcosa di “non comune” era avvenuto. Goethe, Dumas, i massimi artisti, ma anche critici, moralisti, medici, psichiatri, hanno sentito il bisogno di rivoltare come un calzino, l’enigma Cagliostro, come mai? Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, o Alessandro Cagliostro, oppure Balsamo trasformato in Cagliostro? La fine del primo, secondo alcuni segnò la nascita dell’altro? Forse dovremmo rimandare anche noi ai “posteri” l’ardua sentenza?
I fiumi d’inchiostro versati su questo particolarissimo personaggio, non hanno fatto molta luce sulla vicenda.
Più si scorrono le pagine dei testi d’eminenti scrittori del passato, o di nostri contemporanei, ognuno impegnato a dare la sua versione illuminata di ciò che accadde nel 1700, ci si rende conto che invece di chiarire, la vicenda diventa più difficile da comprendere, arricchendosi di un fascino senza eguali. Unica cosa certa, la Cagliostrina, l’angusta prigione che accolse Cagliostro, fino allo spegnersi della sua vita.
Il ritrovamento alle falde del monte Maiolo di uno dei tanti teschi attribuitigli che a differenza di altri, presenta una strana scritta che secondo Sincero Greppi, potrebbe trattarsi di una scritta aramaica e chissà (aggiungiamo noi), visto le incredibili capacità del Conte, profondo conoscitore del mondo occulto, che non sia una frase chiave che riuscì a imprimersi con la sola forza del pensiero e indicante (ma entriamo nel fantastico) un segreto Alchemico?
Cagliostro è stato sicuramente un uomo che ha abbracciato il fantastico, ma anche un faccendiere come lo dipingono alcune cronache dell’epoca; un mago con poteri che andavano oltre l’inimmaginabile e forse un uomo carismatico che di questa sua potente “arma” si serviva per plagiare le menti degli uomini, persuaderle di qualcosa che forse egli stesso non sapeva quantificare; chi dice che fosse un genio incompreso che aveva scoperto segreti importanti e altri ancora che grazie alle sue conoscenze, forse riuscì a sdoppiare se stesso (?)…

Nicla
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