A spasso nel Cosmo – Mercurio, il pianeta dell’Intelletto

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mercurio, il pianeta dell'intelletto

A spasso nel Cosmo – Mercurio, il pianeta dell’Intelletto

Category : Rubriche

 di Leandro Mismago

mercurio, il pianeta dell'intellettoMercurio rappresenta, in astronomia, la parte più intellettuale della personalità, la mente e il suo funzionamento. Ermes era il dio greco delle comunicazioni, in latino è stato chiamato Mercurio, ma ha mantenuto intatta la sua simbologia: rappresenta infatti la comunicazione e l’attività quotidiana dell’intelletto, presiedendo alla comunicazione e alla comprensione della realtà. Tale pianeta  può indicare il livello dell’intelligenza che varia col variare degli aspetti mercuriali. Nel tema Mercurio governa sia i Gemelli (col Mercurio diurno), dove le informazioni vengono recepite, che la Vergine (governata dal Mercurio in domicilio notturno) dove le informazioni vengono sistematizzate  attraverso l’analisi  fatta a tavolino. Fra i mercuriali è facile trovare giornalisti e scrittori, ma anche commercianti.

Fisiologicamente governa la lingua, l’orecchio destro, il cervello e l’interno della spina dorsale. Il Glifo di Mercurio è formato da una mezzaluna posata in orizzontale su un cerchio dal quale si dipartono le quattro bracci della croce (simbolo dei 4 elementi).  A livello storico rappresenta il giornalismo, gli scambi  commerciali, la medicina e la politica.

Le osservazioni più antiche del pianeta di cui si ha traccia storica sono riportate nelle tavole MUL.APIN, eseguite probabilmente da astronomi assiri intorno al XIV secolo a.C.

Gli Egizi e i Greci assegnarono a Mercurio – come anche a Venere – due nomi: uno come stella del mattino, l’altro come stella della sera. Per gli Egizi, alle due apparizioni corrispondevano rispettivamente Seth, un dio nefasto che veniva scacciato dalla luce accecante del Sole nascente, e Horus, un dio benigno, associato alla figura del faraone e dello Stato. Nella tradizione greca, invece, sono rintracciabili due coppie di nomi per Mercurio. La più antica, attestata nell’epoca di Esiodo (fine dell’VIII, inizio del VII secolo a.C.), consistette in Στίλβων (Stilbon, “il brillante”), come stella del mattino, e Ἑρμάων (Hermaon), come stella della sera. Successivamente, tali denominazioni furono sostituite da Apollo ed Hermes, rispettivamente. Alcune fonti attribuiscono a Pitagora (intorno al 500 a.C.) la comprensione del fatto che si trattasse di un unico pianeta, altre invece propendono per un periodo più tardo, intorno al 350 a.C. I Romani chiamarono il pianeta Mercurio, in onore del messaggero alato degli dei, il dio romano del commercio e dei viaggi corrispondente al greco Hermes. Probabilmente, il pianeta ricevette tali nomi a causa del suo rapido moto attraverso il cielo, superiore a quello di tutti gli altri pianeti.

Tolomeo, nel II secolo a.C., scrisse della possibilità che Mercurio transitasse dinanzi al Sole nelle Ipotesi Planetarie. Suggerì che nessun transito era stato fino ad allora osservato o a causa delle dimensioni del pianeta, troppo piccolo perché il fenomeno risultasse osservabile, o perché l’evento era poco frequente.

Il modello di Ibn al-Shatir per le apparizioni di Mercurio utilizza la moltiplicazione degli epicicli attraverso la coppia di Tusi, eliminando quindi l’eccentrico e l’equante.

Nell’Antica Cina, Mercurio era conosciuto come Chen Xing (辰星), la Stella delle Ore. Era associato con il Nord e l’elemento dell’acqua nel Wu Xing. Nelle moderne culture cinese, coreana, giapponese e vietnamita si è conservato il legame con il Wu Xing e il pianeta è chiamato “la stella dell’acqua” (水星).

Nella mitologia indiana, Mercurio era identificato con il dio Budha, che presiedeva il Mercoledì. Nella mitologia germanica e norrenna, il pianeta e il giorno erano dedicati al dio Odino (Woden, in germanico). I Maya potrebbero aver rappresentato il pianeta come un gufo (o forse come quattro gufi, due che ne esprimevano le caratteristiche mattutine e altri due per quelle serali), che recava messaggi all’oltretomba.

Nel trattato di astronomia indiano del V secolo, Surya Siddhanta, è fornita una stima del diametro di Mercurio con un errore rispetto al valore oggi noto inferiore dell’1%. Tuttavia, il calcolo era basato sull’inaccurata supposizione che il diametro angolare del pianeta fosse di 3,0 arcominuti.

Nell’astronomia islamica medievale, l’astronomo andaluso Al-Zarqali nell’XI secolo descrisse il deferente dell’orbita geocentrica di mercurio come un ovale, sebbene ciò non influenzò in seguito né le sue teorie, né i suoi calcoli astronomici. Nel XII secolo Ibn Bajja osservò “due pianeti come macchie scure sulla faccia del Sole”. Nel XIII secolo, Qotb al-Din Shirazi dell’Osservatorio di Maragheh suggerì che il suo predecessore potesse aver osservato il transito di Mercurio o di Venere sul disco solare. Va tuttavia osservato che questi rapporti medievali di transiti planetari furono in seguito reinterpretati come osservazioni di macchie solari)

Nel XV secolo, l’astronomo indiano Nilakantha Somayaji della Scuola del Kerala sviluppò un

modello planetario del Sistema solare parzialmente eliocentrico, in cui Mercurio orbitava attorno al Sole che, a sua volta, orbitava attorno alla Terra e simile al Sistema ticonico, suggerito dall’astronomo danese Tÿcho Brahe nel XVI secolo.

Secondo l’astrologia tradizionale è il pianeta governatore dei segni dei Gemelli (domicilio diurno) e della Vergine (domicilio notturno), con le relative case astrologiche (III e VI casa, case della comunicazione e della salute). Nonostante gli aspetti antitetici di questi segni (il primo è estroverso ma dispersivo, il secondo è timido ma concreto), essi hanno comunque in comune la mente analitica, l’ironia e il sarcasmo e uno spirito critico molto accentuato, e sono proprio queste le caratteristiche peculiari di questo pianeta. È di conseguenza in esilio in Sagittario e Pesci. L’esaltazione è tuttora frutto di dibattito tra gli astrologi, l’astrologia tradizionale la colloca sempre in Vergine sede già del domicilio. Alcune scuole come quella dialettica di Lisa Morpurgo propongono lo Scorpione come sede dell’esaltazione con la relativa caduta in Toro, secondo la studiosa l’errore sarebbe nato in tempi antichi a causa di un errore di trascrizione del simbolo dello Scorpione con quello della Vergine, molto simili.

Essendo il primo pianeta del sistema solare, Mercurio si trova tra la Terra e il Sole. Per questo motivo, visto dal nostro pianeta, si distanzia poco dal Sole più precisamente fino ad un massimo di 28°. Visto che ogni segno occupa un angolo di 30° nella ruota dello zodiaco, ne deriva che Mercurio non può mai trovarsi oltre il segno precedente o il successivo al proprio segno zodiacale. Sempre per la vicinanza al Sole, è molto facile che appaia retrogrado, ovvero che visto dalla Terra sembri indietreggiare sulla sua orbita rispetto alla sua direzione normale (in senso orario) a causa del contemporaneo movimento della Terra intorno al Sole.


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